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Collezionisti di confini

Cosa resta quando i confini si sfaldano?

“Fermati o troverai te stesso.” Non ho ascoltato Tiresia. Ho continuato a scavare.
Collezionisti di Confini è il risultato di quel lavoro sotterraneo. Un ibrido, una raccolta di racconti, poesie, visioni e allucinazioni.

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Pensieri. Frammenti. Commenti di chi ha letto “Collezionisti” e ha avuto la gentilezza di condividerle con me… con noi.

Il Tempo

In Collezionisti di confini il tempo non scorre, si decompone  per distruggere le certezze.
Non è una linea ma una che va da passato a futuro, bensì una frattura tra esistere e non esistere.
Il passato non scava radici, le infetta.
Il futuro? È ineluttabile e etereo allo stesso tempo. Una presenza senza corpo.
Il presente è fuori da questo tempo. Accade… infinito. Si manifesta in milioni di forme incompatibili.
Ogni ricordo, ogni pensiero è una lama.

“Ore anonime si accatastarono l’una sull’altra,
il tempo passava senza scorrere
e la noia lo intontiva al punto
da non sentire più nemmeno il suono dei suoi passi.”
estratto

Carne ed ossa

pag 23

Ho bisogno di un attimo di silenzio
per tornare in me,
per strapparmi questa finta pelle
e cominciare a respirare.
Sto vivendo la vita di qualcun altro,
dentro un guscio
che io stesso contribuisco a costruire,
a rafforzare,
a difendere
ogni giorno.

Troppo vigliacco per desistere
e resistere,
troppo a mio agio per accorgermene,
fino a quando una goccia di silenzio
si stampa sulla mia fronte
e ritrovo il coraggio
di fare tardi,
di giocare,
di non morire.

Sento di essere ancora in tempo,
scorro tra zombie di successo
che mi amano quando non penso
quando non sento,
quando non vivo.
La battaglia è senza speranza:
schiacciato dalla morale
e dalla coscienza
non potrò resistere a lungo.

Credo di avere abbastanza tempo
per liberarmi di questo guscio
ma per non rischiare
comincio subito a strapparmi di dosso la mia prigione.
Lo farò senza dolore
pezzo per pezzo
fino a che non ci sarà nulla
in grado di trattenermi.

x

D. comincia ad avere allucinazioni. Almeno così lui crede.
Le poesie, i racconti, gli incubi cominciano a fargli visita.